Conca del Pra e Rifugio Willy Jervis, Bobbio Pellice (TO)

DIFFICOLTA’

Oggi vi consigliamo un’escursione tanto facile quanto meravigliosa, ma soprattutto “quattro stagioni”. Arrivare infatti alla Conca del Pra, che sia inverno o estate o ancora meglio autunno con i suoi colori accesi, regala sempre degli scorci incredibili che rendono questa camminata sempre diversa ed interessante.
Siamo in Val Pellice a circa un’oretta di auto da Torino. Bisogna guidare fino al piccolo comune di Bobbio Pellice dove, finita la strada, si parcheggia l’auto nei pressi di una bella cascata che ci da il benvenuto.

Entriamo nella borgata di Villanova e dopo pochi metri troviamo subito un bivio: a destra si prende la mulattiera che con vari tornanti ci porterà direttamente alla Conca del Pra; a sinistra invece, scendendo verso il fiume, si prende il sentiero che è ben più interessante ed avventuroso ed è sempre in ombra.
Consigliamo vivamente la mulattiera nel periodo invernale, è molto più sicura e agevole; nel periodo estivo invece il sentiero è un’ottima alternativa per evitare le tante persone che intraprendono questo classico itinerario . In più scegliendo questo percorso si godrà sia dell’ombra che della vicinanza con il torrente per far divertire i nostri amici che amano l’acqua.
Essendo inverno io e Uffa abbiamo optato quindi per la mulattiera a destra, ramponcini obbligatori per noi bipedi!

Dopo circa mezz’oretta di cammino arriviamo alla bellissima cascata del Pis; oggi è completamente ghiacciata e quindi regna un silenzio incredibile, nel periodo autunnale/primaverile infatti il suo fragore si fa sentire a distanza. Uffa incuriosita si avvicina timidamente al letto della cascata ghiacciata e con stupore improvvisa una pattinata che sembra divertire più me che lei.

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Foto di rito e proseguiamo di buon passo per i ripidi tornanti che in un’oretta ci portano alla meravigliosa conca.
Improvvisamente il panorama si apre davanti a noi, l’occhio spazia a 360 gradi, Uffa si lancia al galoppo sul pianoro innevato correndo a destra e a sinistra per poi fermarsi di botto e cominciare a rotolarsi nella neve. Dura poco questa sua euforia poichè viene subito attratta dai profumi di cucina che arrivano dal rifugio Willy Jervis a pochi metri da noi.
Manco a dirlo mi tocca raggiungere Uffa che a passo spedito sta seguendo proprio questa scia di profumo.

Il rifugio è dog friendly, vi consigliamo di prenotare sempre il pranzo visto che si tratta di un itinerario molto battuto, sia per la sua facilità che per il suo splendore.


La giornata non è delle migliori, abbiamo preso molto vento e poco sole, per cui sederci a mangiare l’ottima polenta che preparano è ancora più ristoratrice. Finito il lauto pranzo decidiamo di tornare a valle per lo stesso itienerario prima che cali quel timido sole che la giornata ci ha regalato nonostante le previsioni fossero ben più clementi.

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Tirando le somme è un tour facile, adatto a tutti i cani purchè siano in forma e siano abituati a camminare. Sono circa 500 metri di dislivello (quota di partenza 1230m, quota di arrivo 1732) per circa 4 km di sentiero se di intraprende la mulattiera che noi abbiamo coperto dall’auto di buon passo in un’ora e trenta, ma questo è un anno in cui siamo molto allenati.
Ombra a volontà nel periodo estivo (soprattutto se si sceglie il sentiero) e facile reperimento di acqua lungo il percorso visto che si costeggia sempre il torrente.

Alla prossima, Marcello e Uffa!

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